Ci vuole un fisico bestiale

Ci Vuole Un Fisico Bestiale
Il titolo di un famosissimo successo di Luca Carboni, credo, senza ombre e senza dubbi, si attagli perfettamente alla descrizione dell’Oss.
Vestendo questi panni da ben 32 anni, posso vedere come, nel tempo, la pressione psicologica e fisica sia sempre stata a livelli altissimi, a rischio burn out. Questa sindrome, è infatti, una delle conseguenze piu’ evidenti nelle professioni in cui sistematicamente e quotidianamente gli operatori, si ritrovano sottoposti a stressogene relazioni interpersonali.
Quando ho iniziato (Febbraio 1986), la pressione maggiore era quella fisica, in quanto tutti gli spostamenti letto/carrozzina si eseguivano a braccia. Non esisteva l’ombra di un sollevatore o di uno strumento meccanico o elettronico che aiutasse gli operatori ad eseguire tali azioni. Schiena e braccia, sia nell’alzata che, ovviamente nell’allettamento. Si può ben immaginare quanti, alla fine, specialmente tra chi operava già da parecchi anni, soffrissero di evidenti dolori lombari, e non solo. La pressione psicologica non era ancora cosi’, diciamo, conclamata, per il fatto che all’epoca (ma era un’epoca al suo tramonto) la maggior parte dei residenti erano uomini e donne ancora in piena autosufficienza, ed occupavano due piani dei quattro che abbiamo tutt’ora.
La trasformazione e’ arrivata proprio in quel periodo, quando la Regione cambiò nome alle Casa Di Riposo con Casa Protetta. Sotto questa nuova definizione non ci sarebbe stato solamente l’anziano più o meno autosufficiente come residente di questi luoghi, ma sarebbero arrivate anche altre realtà di malattia, dal residente emiplegico, all’Alzheimer, al Parkinson. Per quanto mi riguarda, i primi a dare il via a tutti questi nuovi arrivi furono gli ospiti psichiatrici, e come ho avuto modo qualche tempo fa di scrivere su questo, noi non eravamo pronti, non eravamo preparati (anche oggi, nonostante gli anni passati, dico che non lo siamo, per la imprevedibilità comportamentale propria di questa realtà). Tutto questo ha portato, per forza di cose, a doversi porre in modi completamente nuovi e diversi nell’azione di assistenza alle persone, umanamente e professionalmente. Se da un lato la pressione fisica non e’ comunque diminuita (per quanto, da tempo, nel nostro lavoro siamo affiancati dalle macchine, ma il lavoro dell’uomo e’ sempre la maggioranza), e’ sicuramente aumentata quella psicologica, che, tra le due, metterei al primo posto. Di questo, e altro, parleremo ancora nelle prossime edizione del Magazine on line.
Gian Luigi Rossetti
Oss e Consigliere Anos